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BANCA IFIS: risultati preliminari 2016

Con un utile record  di 688 milioni di euro  (+324,7%) inizia un nuovo capito della storia di Banca IFIS. Si preve un dividendo a 0,82 euro/azione e un utile per azione a 12,94€. Il Cet1 ratio è pari a 15,7%.

I risultati includono per il solo mese di dicembre 2016 anche i dati dell’ex Gruppo Interbanca e gli effetti della sua acquisizione. Il 16 marzo a Milano la presentazione dei risultati d’esercizio e delle linee guida del piano strategico 2017-2019.

Mestre (Venezia), 9 febbraio 2017 – Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS, riunitosi oggi sotto la presidenza di Alessandro Csillaghy De Pacser, ha approvato il documento sui risultati preliminari relativi all’esercizio 2016.

“Il 2016 è stato caratterizzato dall’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca, perfezionata a fine novembre” ha detto Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS. “Quest’acquisizione ci permette di completare l’offerta dei servizi a supporto delle PMI, e già dalle prime settimane abbiamo iniziato a lavorare su fronti comuni, cogliendo, tra le altre, diverse opportunità di cross-selling. Portiamo così nel Gruppo – e nel mercato – competenza, dimensione e coefficienti patrimoniali di valore che ci permetteranno di costruire ulteriore crescita nei settori di presenza. A questo – sottolinea Bossi – si aggiunge la sempre crescente attenzione nel settore dei non-performing loans, nel quale la Banca conferma la volontà di crescita”.

Il 16 marzo a Milano si terrà la presentazione dei risultati d’esercizio e delle linee guida del piano strategico 2017-2019.

Principali dinamiche (dati riclassificati1)

Il conto economico consolidato 2016 del nuovo Gruppo Banca IFIS chiude con un utile record di circa 687,9 milioni di euro.

Il risultato è significativamente influenzato (per 623,6 milioni di euro) dagli effetti dell’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca. Tale provento rappresenta il c.d. “Gain on bargain purchase” che, a valle del processo di Purchase Price Allocation, come previsto dai principi contabili di riferimento, è stato iscritto a conto economico. Esso risulta dalla differenza positiva tra il fair value delle attività e passività acquisite (742,8 milioni di euro) e il loro prezzo di acquisto (119,2 milioni di euro, ancora al lordo di eventuali ulteriori riduzioni). Si prevede inoltre che le attività iscritte a fair value in sede di acquisizione contribuiranno positivamente alla formazione del risultato della gestione finanziaria anche nel corso degli esercizi futuri per effetto dell’avvenuto allineamento della loro redditività ai tassi di mercato di riferimento.

Le principali voci economiche, che includono per il mese di dicembre 2016 anche il perimetro dell’ex Gruppo Interbanca, sono:

  • – Margine di intermediazione1consolidato pari a 326,0 milioni di euro, -19,4% rispetto all’esercizio 2015. Si segnala che il dato complessivo del 2016 include 11,0 milioni di euro di costo addizionale del funding connesso all’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca. Parimenti, si segnala che il dato 2015 era positivamente influenzato dall’operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato perfezionata ad aprile 2015, che aveva portato ad una plusvalenza di 124,5 milioni di euro. Al netto di tali proventi la crescita si attesta a 53,6 milioni di euro (+18,9%).

Significativo l’incremento registrato dall’Area NPL (154,7 milioni di euro, +193,7%). Durante l’anno sono stati realizzati utili da cessioni di portafogli residuali per 44,5 milioni di euro (14,9 milioni a dicembre 2015).

I Crediti Commerciali realizzano 174,4 milioni di euro (158,7 milioni di euro a dicembre 2015, +9,9%); tale voce contiene per 15,8 milioni di euro l’effetto derivante dall’applicazione di un nuovo modello di stima dei flussi di cassa per i crediti ATD (Acquisto a Titolo Definitivo) vantati nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale.

L’ex Gruppo Interbanca per il solo mese di dicembre 2016 contribuisce al margine di intermediazione per 1,9 milioni di euro ripartiti tra i settori Crediti Commerciali, Corporate Banking e Leasing.

  • – Rettifiche di valore nette1, relative al solo settore dei Crediti Commerciali, pari a 26,6 milioni di euro, riferibili per 22,2 milioni di euro a crediti verso la clientela (rispetto ai 21,7 milioni al 31 dicembre 2015, +2,7%) e per 4,4 milioni di euro a titoli di capitale non quotati (8,9 milioni di euro a dicembre 2015). Le rettifiche dell’ex Gruppo Interbanca riferite a dicembre 2016 sono pari a 1,6 milioni di euro.
  • – Costi operativi pari a 202,5 milioni di euro (128,1 milioni nel 2015) ed includono i costi relativi all’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca per 16,5 milioni di euro.

I costi operativi relativi al solo ex Gruppo Interbanca sono pari a 13,8 milioni di euro. Al netto dell’ex Gruppo Interbanca e degli oneri imputabili all’operazione di acquisizione sopra citata, i costi relativi al vecchio perimetro del Gruppo Banca IFIS sono pari a 172,2 milioni di euro.

  • – Gain on bargain purchase relativo all’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca, è pari a 623,6 milioni di euro.

L’utile netto del Gruppo al 31 dicembre 2016 si attesta a 687,9 milioni di euro rispetto ai 162,0 milioni di dicembre 2015 con un incremento del 324,7%. L’utile normalizzato del solo Gruppo Banca IFIS, al netto della bargain (623,6 milioni di Euro) e dei costi connessi all’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca (complessivamente pari a 27,5 milioni di Euro) si attesta a 89,7 milioni di euro, con una crescita sul normalizzato 2015 del 12,2%. L’utile per azione al 31 dicembre 2016 è pari a 12,94€, l’utile normalizzato per azione è pari all’1,69€. Il dividendo proposto è di 0,82 euro/azione.

Il totale attivo al 31 dicembre 2016 è pari a 8,7 miliardi verso 7,0 miliardi nel 2015 (+25%).

Gli impieghi consolidati al 31 dicembre 2016 sono pari a 5,9 miliardi di euro (3,4 miliardi al 31 dicembre 2015, +72,5%).

I crediti deteriorati lordi relativi al settore Crediti commerciali sono pari a 476,3 milioni  di euro a fronte di rettifiche di valore pari a 275,3 milioni di euro con un coverage ratio del 57,8%. Le sole sofferenze lorde sono pari a 276,7 milioni con rettifiche pari a 245,0 milioni e un coverage ratio dell’88,5%.

I crediti deteriorati lordi relativi ai settori Corporate Banking e Leasing (riconducibili all’ex Gruppo Interbanca) sono pari a 889,9 milioni di euro a fronte di rettifiche di valore pari a 681,1 milioni di euro con un coverage ratio del 76,5%. Le sole sofferenze lorde sono pari a 534,9 milioni di euro con rettifiche pari a 501,5 milioni e un coverage ratio del 93,7%.

Il patrimonio netto a fine esercizio si attesta a 1,2 miliardi di euro rispetto ai 573,5 milioni del 31 dicembre 2015.

I fondi propri beneficiano integralmente degli effetti dell’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca, non essendo state applicate misure prudenziali al gain on bargain purchase iscritto a conto economico.

Il CET1 e il Total Own Fund ratio consolidati del solo Gruppo Banca IFIS, senza considerare gli effetti del consolidamento della controllante La Scogliera2, a fine 2016 si attestano entrambi al 15,7% rispetto al 15,8% di fine 2015.

Dichiarazione del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Mariacristina Taormina, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

 

Scarica il comunicato stampa.

1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti all’Area NPL, pari a 32,6 milioni al 31 dicembre 2016 e a 3,6 milioni al 31 dicembre 2015, sono state riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business, che vede le rettifiche di valore nette parte integrante del rendimento.
2 I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità consolidati al 31 dicembre 2016 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 recepiti nelle Circolari della Banca d’Italia n. 285 e n. 286 del 17 dicembre 2013. L’articolo 19 del CRR prevede l’inclusione ai fini del consolidamento prudenziale della holding del Gruppo bancario non consolidata nel patrimonio netto contabile. Il CET1 al 31 dicembre 2016 comprendente La Scogliera S.p.A. è pari al 14,7% rispetto al 14,2% del 31 dicembre 2015, mentre il Total Own Fund ratio si attesta al 15,3% rispetto al 14,9% del 31 dicembre 2015.