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Costi conto corrente: aumenti in molte banche

In seguito al salvataggio delle quattro banche avvenuto nel novembre scorso, il Fondo di risoluzione nazionale si è svuotato di circa 1,5 miliari di euro. La direttiva comunitaria in merito al bail in richieda che tale disavanzo venga rimpinguato dalla banche: sono esse infatti ad alimentarlo, in base alla massa di risparmio gestita. Alcuni grandi Istituti di Credito, per far fronte a questa spesa, sono intervenute aumentando i costi di alcuni loro prodotti (o inserendoli laddove non presenti), in particolar modo sullo strumento più diffuso, ossia il conto corrente.

 

Solidità, costi e rendimenti: vanno di pari passo?

 

Alcuni sostengono che per essere certi di mantenere i propri risparmi al sicuro sia necessario depositarli nelle grandi banche, accettando molto spesso condizioni economiche poco vantaggiose (costi sui prodotti e rendimenti bassi o nulli). La tesi che sostengono è la seguente: se le grandi banche non riescono a offrire determinate condizioni, come fanno le piccole banche, che non possono contare su rendimenti di scala?

 

Partiamo da una considerazione: grande non significa efficiente, anzi, più si è grandi, più la gestione e il controllo divengono complessi; ciò si traduce molto spesso in elevati costi e sprechi, nonché in mancanza di flessibilità, fondamentale per muoversi agevolmente in un mercato frammentato come quello attuale.

 

E’ molto importante anche il modello di business adottato dagli Istituti: la scelta se avere sedi fisiche o meno, la scelta se gestire alcune funzioni internamente o in outsourcing e molto altro. Per essere efficienti è necessario creare nuovi modelli di business che, grazie alla flessibilità, consentano di cogliere le opportunità che il mercato offre, spesso senza preavviso. Ecco quindi che anche realtà di dimensioni medio piccole, possono offrire prodotti con costi inferiori e rendimenti superiori rispetto a realtà di grandi dimensioni, pur offrendo un medesimo livello di sicurezza.

 

E’ importante infine ricordare che gli Istituti quotati in Borsa devono rispettare delle regole molto stringenti quanto a trasparenza nei confronti dei clienti: è possibile quindi consultare i bilanci e farsi un’idea della situazione patrimoniale dell’Istituto, con particolare attenzione all’indice Cet1 ratio, che determina la solidità della Banca.

 

Banca IFIS è una di queste realtà, e grazie alla flessibilità e all’innovazione, riesce a offrire un conto corrente, contomax, che presenta bassi costi ed elevati rendimenti.